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Secondo dati rilasciati dalla società di analisi e ricerca IDC, a livello mondiale, nel secondo trimestre di quest'anno le vendite dei Power Systems con i/OS sono aumentate del 63% rispetto allo stesso periodo del 2008.
Nel Regno Unito, i sistemi Power “i” hanno aumentato le vendite dal 124% su base annua, e gli introiti sono cresciuti del 43% per un valore di circa 10 milioni di dollari. In tutta l'area EMEA (Europa, Medio Oriente, Africa), le vendite sono salite del 92%, con un aumento dei ricavi del 37% pari a circa 65 milioni di dollari. Nel resto del mondo, gli introiti sono cresciuti del 40%, per un valore di 142 milioni di $.
Queste cifre positive arrivano in un trimestre che IDC afferma essere stato, per le vendite di server nell'area EMEA, il peggiore dal 1996, da quando cioè la società ha iniziato a raccogliere i dati di questo settore.
Gli introiti complessivi hanno raggiunto solo la cifra di 2,9 miliardi di dollari; con un decremento annuale del 35,8 % e meno di mezzo milione di server venduti, il 33,9 % in meno rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
In un rapporto trimestrale di IDC che confronta tutti i tipi di server per l'area EMEA, la linea Power Server di IBM è una delle poche note positive. I Power Server hanno permesso ad IBM di aumentare dell'1,4% la propria quota di mercato, avvicinandosi per le vendite ai 400 milioni di dollari e al 41,9% del suo totale. In contrasto, gli introiti della linea mainframe System z sono calati del 46,7%.
Nell'area EMEA, IBM è seconda solo ad HP nella classifica degli introiti derivati dai server: IDC fa notare che la gamma HP Proliant ha racimolato in questa regione circa 700 milioni di dollari, il 72% dei ricavi della casa, in aumento rispetto al 66,7% dello stesso periodo del 2008.
Al terzo posto si piazza Sun che, premiando la fiducia riposta in lei dal suo nuovo proprietario Oracle, ha incrementato le vendite dei propri sistemi x86. La sua famiglia SPARC, che compete con i Power server “p” con AIX, ha generato ricavi per circa 250 milioni di $.
Potrebbe essere troppo presto per rilasciare dichiarazioni trionfalistiche sui Power “i, ma queste cifre sono in ogni modo notevoli in tempi di profonda recessione. L'unica spiegazione potrebbe arrivare dal fatto che le piccole e medie imprese sono più reattive delle grandi nell'anticipare la ripresa degli investimenti. In tal caso sarebbe un ottimo segnale per tutto il mondo IT.
I futuri annunci potrebbero sostenere questo trend risvegliando anche la fascia alta del mercato. Nell'attuale scenario economico, i possessori dei System “i” più potenti hanno bisogno ulteriori motivi per aggiornare il proprio hardware, e negli ultimi tempi IBM ha annunciato unicamente i nuovi “i” Edition Power Systems, basati sul processore POWER6, ad Aprile dello scorso anno.
Secondo Beatriz Valle, analista IDC per il mercato europeo “le condizioni rimangono difficili, poiché i clienti, per poter mantenere in funzione le proprie infrastrutture IT, hanno limitato le spese in questo settore allo stretto indispensabile, e questo ha avuto un impatto negativo sugli investimenti di hardware. Alcune recenti fusioni ed acquisizioni fra produttori IT hanno aggravato il senso d’incertezza riguardo alle evoluzioni future nel panorama del settore server”.
Valle afferma che IDC prevede per questo trimestre segnali di stabilizzazione, compresa una modesta crescita nei prezzi medi di vendita ed un impercettibile calo dei ricavi.
“La virtualizzazione su x86 è vista dai produttori di server come il motore per la crescita, sperando che il business riparta nell'ultimo trimestre, tradizionalmente positivo. Sicuramente ci vorrà molto più tempo affinché i ricavi dei server nell'area EMEA ritornino al picco storico di 5,4 miliardi di dollari registrato nel quarto trimestre 2007”.
L'importante, in ogni modo, è che ci siano chiari segnali d’inversione e quelli lanciati dalle vendite dei Power System i sono estremamente importanti.
Fonte: Newsletter Duke
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