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In un’epoca in cui le tecnologie informatiche sono applicate in molte aree ed hanno ormai raggiunto in sostanza ogni settore aziendale, le vecchie applicazioni legacy (spesso scritte in linguaggio RPGII oppure Cobol ed ospitate prevalentemente su medi e grandi sistemi) continuano a rappresentare il fulcro di molti ambienti mission-critical.
Questi sistemi applicativi ad alto livello di personalizzazione rappresentano anni di sviluppo e grandi investimenti per le aziende che li possiedono.
Sostituirli con nuove soluzioni pronte può essere pertanto molto difficile, parecchio costoso e potenzialmente rischioso in quanto il loro valore è rappresentato dal “taglio su misura”.
Tuttavia non si può non considerare il fatto che i sistemi legacy mancano completamente di flessibilità nell’integrazione dei dati e non sono stati progettati per sfruttare appieno le potenzialità dei processi di business basati sulla rete, in quanto pensati in un momento storico in genere molto antecedente alla diffusione di Internet.
Vi è da considerare inoltre che programmatori RPG2 e Cobol ed in genere personale competente nella gestione di questi ambienti (spesso nati sui S/34-36), continua inesorabilmente a diventare più costoso e scarseggiare perché ritiratosi da anni dal lavoro o perché in via di pensionamento.
D’altra parte l’immobilismo ed il lasciare ogni cosa come sta non è un’opzione percorribile per molte aziende in quanto proprio perché si tratta di sistemi molto personalizzati e se questi non sono aggiornati perdono gran parte del loro valore.
Ogni IT Manager che si trova oggi a dover fronteggiare questo problema sta quindi arrivando ad una conclusione abbastanza generale: il modo più sicuro per adeguarsi ai repentini cambiamenti del business consiste nell’estendere il ciclo di vita dei sistemi legacy attraverso opportuni progetti di modernizzazione anche eventualmente utilizzando specifici tool.
Spesso la decisione se rinnovare o sostituire tali applicazioni è più che altro una decisione di tipo economico.
Da una parte vi sono enormi potenzialità di risparmio mantenendo inalterato l’ambiente che per anni ha costituito il fulcro del business aziendale. Dall’altra invece vi è la possibilità di aggiornare tutti i sistemi e gli applicativi a fronte però di costi e rischi potenzialmente più elevati.
In un recente studio, Computer Economics ha analizzato i trend che influenzano il settore intervistando circa 200 centri IT in tutto il mondo. La ricerca indica che attualmente vi è un forte aumento di attività legate alla modernizzazione dei sistemi legacy in vari casi contestualmente ad una forte crescita dei progetti SOA.
Sta implementando quest’ultima strategia il 27% delle compagnie intervistate, mentre il 12% è attualmente impegnato in una fase di valutazione del problema, ovvero è indeciso se modernizzare o sostituire le applicazioni.
Il 33% sceglie invece l’immobilismo effettuando solo un minimo di modifiche. Il 14% ha già provveduto ad una modernizzazione dei propri sistemi e non ha altri piani. Al contrario si muove un ulteriore 15% di aziende che, pur avendo già in qualche modo modernizzato le applicazioni legacy di cui dispongono, ora prevedono ulteriori investimenti per il futuro.
Fonte: Newsletter settimanale Duke
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